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CEREALICOLTURA BIOLOGICA

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Obiettivi

Gli obiettivi specifici che il progetto, attraverso le otto UU.OO., si propone di raggiungere possono essere così riassunti:

U.O. 1
Allo scopo di fornire nel breve-medio periodo indicazioni sulle varietà di frumento duro etenero adatte alla coltivazione biologica, verranno realizzate reti nazionali di confronto varietale con l’obiettivo di identificare i genotipi che meglio rispondono alle esigenze del settore, in termini di rusticità, stabilità delle rese e di caratteristiche tecnologiche, qualitative e sanitarie dei prodotti. Nelle reti nazionali di confronto saranno inserite le principali varietà commerciali iscritte al Registro, ma verranno anche valutate linee in selezione, vecchie varietà ed ecotipi locali. Non potendo utilizzare sostanze chimiche di sintesi risulta di primaria importanza individuare varietà caratterizzate da:

- adattamento a condizioni di scarsa disponibilità di azoto, in particolare nella fase di riempimento della granella;

- elevata efficienza di accumulo e rilocazione della sostanza secca e dell’azoto nella granella;

- efficacia nell’azione competitiva verso le infestanti;

- elevata resistenza agli stress biotici, in particolare malattie fogliari e malattie trasmesse da seme

- buoni standard qualitativi per l’ottenimento di prodotti di trasformazione adatti a soddisfare la domanda di specifici settori merceologici

- assenza di contaminanti pericolosi per la salute o pregiudizievoli per la commercializzazione (micotossine).

U.O. 2
La ricerca si propone di migliorare il livello quanti-qualitativo delle produzioni biologiche di frumento duro e frumento tenero, operando per lo sviluppo di nuovi genotipi caratterizzati da:

- elevata adattabilità al particolare ambiente nel quale verranno coltivati e, quindi, capacità di competere con le infestanti, soprattutto in stadi di crescita precoci, e capacità di sfruttare le risorse naturali disponibili senza dover intervenire con mezzi artificiali esterni. Nel caso del frumento duro, in particolare, si intendono individuare genotipi idonei alla coltivazione biologica in ambienti semiaridi dell’Italia meridionale ed insulare, caratterizzati da siccità ed alte temperature durante il periodo della granigione;

-elevata efficienza di accumulo e di rilocazione della sostanza secca e dell’azoto nella granella;

- resistenza/tolleranza a patogeni fungini della parte aerea della pianta, della parte basale e del seme. Verranno individuate le malattie più comuni nelle condizioni di agricoltura biologica sulle specie in esame e, in particolare, verranno condotte indagini sullo sviluppo di patogeni, che nell’agricoltura convenzionale vengono normalmente controllati con mezzi chimici, e sulle loro interazioni con la pianta e con altri patogeni;verrà avviato un lavoro di miglioramento genetico finalizzato a selezionare, almeno per certe malattie, più che per una resistenza “assoluta”, per una resistenza parziale o tolleranza;

-elevata qualità e salubrità del prodotto finale (valore nutritivo, proprietà organolettiche, proprietà funzionali, assenza di sostanze indesiderate nel prodotto finito, quali tossine naturali o residui di pesticidi ed erbicidi, attitudine panificatoria e/o pastificatoria).

U.O. 3
La ricerca si pone come obiettivo principale la realizzazione di un modello di intervento che mira a favorire sinergie ed integrazioni tra tutti i componenti dell’agroecosistema al fine di aumentare la sostenibilità. L'approccio sistemico con il quale viene affrontata la ricerca, permetterà di conseguire obiettivi concreti di produzione e valutazione di sostenibilità degli agroecosistemi come strumenti utili a ricercatori, agricoltori, consumatori e pubblica amministrazione.

Gli obiettivi specifici del progetto riguardano:

  • valutazione della produzione e delle componenti della produzione del frumento in gestione biologica ed a ridotti input energetici;
  • valutazione delle colture di copertura nel controllo delle erbe infestanti e nella produzione della biomassa;
  • valutazione della sostenibilità dei sistemi saggiati;
  • valutazione dell’efficacia di fertilizzanti organici per il miglioramento della qualità complessiva del frumento.

U.O. 4
La ricerca si prefigge di affrontare due importanti problematiche: il contenimento delle malerbe ed il controllo di alcune fitopatie, attraverso l’uso di mezzi tecnici “naturali” e/o “organici”.

Per quanto concerne la prima problematica si vuole verificare il comportamento di treideotipi di frumento duro nei riguardi del contenimento della flora infestante. Si vogliono congiuntamente valutare altre tecniche agronomiche a basso impatto ambientale che portino ugualmente al controllo delle infestanti. Per quanto concerne il contenimento delle fitopatie, problema che riguarda maggiormente il frumento tenero per la sua dislocazione nelle aree più umide del Centro-Nord, si vuole verificare l’efficacia di alcuni prodotti ammessi per la concia della semente in regime biologico.

U.O. 5
A causa dell’elevata resistenza di deossinivalenolo e ocratossina A ai più comuni mezzi fisici, chimici e/o biologici di preparazione, conservazione e sanificazione dei prodotti alimentari, gli interventi più efficaci contro la loro formazione e diffusione sono essenzialmente di carattere preventivo, e quindi, in quanto tali, devono essere basati sulla prevenzione della crescita di muffe in ciascuna delle fasi della filiera agro-alimentare. In collaborazione con le UU.OO. 1 e 7del presente progetto, la ricerca si propone di condurre indagini sperimentali per individuare i punti critici delle filiere biologiche di frumento (duro e tenero) più esposti al rischio di colonizzazione da parte di funghi micotossigeni e di sviluppare una serie di misure preventive da applicare in ogni stadio della filiera biologica (in pre-raccolta, post-raccolta e nelle fasi di trasformazione da parte delle industrie alimentari) in grado di garantire prodotti alimentari qualitativamente più apprezzabili e più sicuri dal punto di vista igienico-sanitario.

U.O. 6
L’attività prevista vuole portare un contributo allo sviluppo e alla convalida di metodi analitici per la creazione di indici utili come strumento perla caratterizzazione e la tracciabilità delle produzioni biologiche, come ulteriore garanzia per il consumatore ed a tutela delle produzioni locali. Lo studio verrà affrontato utilizzando sia metodiche molecolari che chimico-fisiche, per realizzare un sistema integrato di controllo, verifica e selezione. Il programma di ricerca si prefigge di sviluppare, e successivamente validare, metodiche analitiche di tipo quantitativo basate su PCR Real Time per assicurare la tracciabilità di specie cerealicole e contemporaneamente utilizzare la tecnologia dei marcatori molecolari per un rinnovamento del fingerprinting varietale a garantire la tipicità di prodotto proveniente da agricoltura biologica. Attraverso l’uso combinato dei nuovi marcatori per il fingerprinting e delle sonde per l’identificazione di specie e transgeni sarà possibile ottenere un sistema analitico capace di certificare contemporaneamente l’eventualecontaminazione da OGM, la qualità del prodotto e la tipicità di specifici prodotti di nicchia. L’applicazione di tali sistemi analitici consentirà di individuare in modo certo la presenza di specie e genotipi particolarmente vocati alle produzioni biologiche e di valore commerciale superiore rispetto ad altre materie prime, sfarinati e prodotti finiti. Questo consentirebbe di innalzare il livello di controllo delle eventuali frodi, suggerite da un maggiore costo delle materie prime biologiche, aumentando perciò la fiducia dei consumatori in prodotti particolari, quali quelli derivanti da agricoltura biologica.

U.O. 7
La ricerca si propone di offrire al consumatore i tradizionali prodotti di trasformazione del frumento che, alla salubrità e alla salvaguardia dell’ambiente, coniugano caratteristiche qualitative adeguate agli attuali standard di riferimento in modo da risultare competitivi ed anche economicamente remunerativi.

Per il frumento duro si propone lo sviluppo di una filiera biologica per la produzione di pasta di qualità inclusa la caratterizzazione chimica, tecnologica e nutrizionale dei prodotti nelle diverse fasi produttive; lo sviluppo di una filiera biologica per la produzione di bioalimenti con marchio di tipicità; l’elaborazione dei disciplinari di produzione e di qualità del prodotto tipico; la verifica della redditività della cerealicoltura biologica in Sicilia attraverso l’analisi ed il confronto con indicatori strutturali ed economici ottenuti da aziende di tipo convenzionale.

Per il frumento tenero si prefigge la valutazione qualitativa della produzione nazionale di grano tenero biologico, inclusi gli aspetti igienico-sanitari; la caratterizzazione della destinazione d’uso delle varietà inserite nella rete nazionale varietale; lo sviluppo di una filiera biologica per la produzione di pane di qualità, inclusa la caratterizzazione chimica, tecnologica e nutrizionale dei prodotti ottenuti nelle diverse fasi produttive.

U.O. 8
Gli obiettivi specifici della ricerca possono essere così sintetizzati:

  • Caratterizzazione dei campioni di pane e pasta biologici, commerciali e sperimentali, attraverso lo sviluppo di profili sensoriali descrittivi;
  • Individuazione dell’ubicazione dei prodotti considerati nelle preferenze del consumatore effettivo e potenziale;
  • Individuazione degli attributi dei prodotti che hanno maggior influenza sull’accettabilità da parte del consumatore;
  • Previsione della preferenza dei consumatori a partire dai dati descrittivi;
  • Valutazione dell’influenza della scelta varietale sulle caratteristiche organolettiche dei prodotti finiti;
  • Caratterizzazione dei prodotti commerciali e sperimentali (pane e pasta) per le loro proprietà reologiche;
  • Studio della correlazione fra le caratteristiche di tessitura ricavate dai profili sensoriali con le caratteristiche fisico-chimiche determinate per via strumentale.