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CEREALICOLTURA BIOLOGICA

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Risultati attesi

Con l’obiettivo di garantire un adeguato reddito agli agricoltori ed anche rispondere alle esigenze dei consumatori, che chiedono prodotti di qualità con elevato livello di sicurezza alimentare, la Commissione europea ha proposto una nuova direttiva per la coltivazione dei cereali. Tali proposte sono in parte anche la conseguenza di: precedenti decisioni comunitarie che non hanno dato i risultati previsti; presenza sul mercato internazionale di nuovi Paesi esportatori; variabile produzione cerealicola negli ultimi anni. Questa nuova proposta comporterà ulteriori sacrifici economici ai produttori di cereali, pertanto diventa indispensabile attuare iniziative volte a recuperare competitività nei confronti della concorrenza cerealicola internazionale.

La capacità competitiva delle imprese cerealicole può essere incrementata dalla creazione di varietà innovative e di elevata qualità e di tecniche colturali in grado di massimizzare le potenzialità del nuovo germoplasma.

In tale situazione un ruolo predominante, per il nostro Paese, assume anche la produzione di cereali biologici di elevata qualità tecnologica, nutrizionale e salutistica, la cui richiesta, e quella dei prodotti derivati, è in forte incremento sul mercato internazionale.

L'obiettivo generale del presente progetto mira ad accrescere le conoscenze scientifiche e la loro trasferibilità sulla coltivazione biologica di frumento duro e frumento tenero, con particolare attenzione alla identificazione ed allo sviluppo di varietà cerealicole più aderenti alle necessità di mercato e tali da garantire, quando coltivate in sistema biologico, una migliore qualità degli alimenti da essi derivati ed, in particolare, anche la valorizzazionedei prodotti tipici e di nicchia.

I risultati attesi da questo Progetto possono essere riassunti nei seguenti punti:

1. identificazione di varietà (commerciali e/o ecotipi locali) in grado di assicurare rese soddisfacenti;

2. identificazione e/o affinamento dei sistemi e delle tecniche colturali biologiche, nel rispetto del Reg. 2092/91 CE, ingrado di massimizzare le potenzialità produttive e qualitative del germoplasma emerso dall’attività del punto 1;

3. valorizzazione della qualità tecnologica, nutrizionale e salutistica del germoplasma maggiormente coltivato;

4. sviluppo di nuovo germoplasma, rustico e competitivo, resistente alle principali avversità biotiche ed abiotiche e con elevata attività del source e del sink;

5. valorizzazione qualitativa di alcuni derivati cerealicoli (pane, pasta, prodotti dolciari), compresi quelli tipici di alcuni areali Italiani e produtti con materia prima biologica,

6. messa a punto di sistemi di tracciabilità e di controllo della qualità complessiva della filiera cerealicola;

7. valorizzazione economica della produzione biologica, dal campo al prodotto finito.