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MONITORAGGIO QUALITATIVO DEL FRUMENTO DURO NEL
TRIENNIO 1998 – 2000:

VALUTAZIONE DELLE SCHEDE AGRONOMICHE

P. Novaro e R. Miraglia

Nell’ambito del Progetto "Sperimentazione interregionale sui cereali (SIC) " finanziato dal Ministero delle politiche agricole e forestali, è stato realizzato per le annate agrarie 1997-98, 1998-99 e 1999-2000 il monitoraggio qualitativo del raccolto di frumento duro. L’Istituto sperimentale per la Cerealicoltura ha curato l’organizzazione del monitoraggio che è stato realizzato in collaborazione con gli Assessorati regionali dell’agricoltura attraverso i Servizi di sviluppo agricolo territoriali.

Le Regioni monitorate nel triennio sono andate aumentando e così anche il numero di varietà e di campioni il cui prelievo è stato effettuato su colture di pieno campo presso aziende qualificate (tabella 1). Nel triennio sono stati prelevati 3347 campioni delle 63 varietà più diffuse nelle 13 regioni considerate: Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna, Sicilia.

Tabella 1 – Il monitoraggio qualitativo dal 1998 al 2000

REGIONI n°

1998

1999

2000

TRIENNIO

   10

    12

    13

    13

VARIETA’ n°

   38

    47

    53

    63

CAMPIONI n°

1001

1148

1198

3347

Per valutare la rappresentatività degli ambienti considerati, rispetto alla totalità degli areali tipici della durogranicoltura, è stata determinata la percentuale di aziende diverse rispetto a quelle restate fisse per 2 o 3 anni: l’alta percentuale d’aziende diverse (84-99%) aumenta notevolmente la variabilità degli ambienti monitorati nei tre anni che quindi si possono ritenere descrittivi della realtà italiana (tabella 2).

Tabella 2 – Percentuale di aziende diverse nei tre anni del monitoraggio.

Toscana
%

Umbria
%

Lazio
%

Abruzzo
%

Molise
%

Campania
%

Puglia
%

Basilicata
%

Calabria
%

Sardegna
%

Sicilia
%

Aziende diverse

  94

  90

   84

  86

   87

   94

  85

  99

     87

     95

  90

Aziende medesime:
                            - per 2 anni

       - per 3 anni

   5

   8

  15

  11

   13

    4

  11

    1

    10

       3

   9

   1

   2

    1

   3

    0

    2

   4

    0

      3

      2

   1

N° ambienti nei 3 anni

555

122

143

91

146

166

420

214

  143

  151

512

Su ogni campione, corredato dalla scheda agronomica contenente le informazioni sulla precessione colturale, la natura del terreno, la concimazione ed il diserbo, sono stati misurati il peso ettolitrico, il peso 1000 semi, il contenuto proteico della granella e la stima del contenuto in glutine della semola.

Scopo di questo lavoro è analizzare dopo tre anni di monitoraggio, attraverso le informazioni fornite con le schede agronomiche, le tipologie dei terreni di coltivazione, le precessioni colturali più diffuse e la distribuzione dei fertilizzanti nelle 12 Regioni oggetto di tale indagine. Le Marche sono entrate nel monitoraggio negli ultimi due anni e l’Emilia solo nell’ultimo anno e pertanto quest’ultima regione non è stata trattata in quest’analisi.

Poiché le informazioni riportate sulla scheda agronomica erano molto variabili come terminologia usata, per tutti i caratteri considerati è stato necessario raggrupparle per arrivare a classificazioni che consentissero il trattamento dei dati.

La natura dei terreni
Per quanto riguarda la natura dei terreni, classificati secondo i criteri esposti nella tabella 3, la maggior parte degli ambienti italiani coltivati a grano duro è rappresentata da 3 tipi di terreno: l’argilloso e il franco ambedue presenti per il 28%, seguiti da un 13% di franco – argilloso (tabella 4).

Tabella 3 – Criteri adottati per la classificazione dei terreni.

CLASSIFICAZIONE DEI TERRENI

DESCRIZIONE

ARGILLOSO

Argilloso
Arenaria argillosa
Argilloso calcareo

FRANCO

Argilloso sabbioso
Medio impasto
Medio impasto alluvionale
Medio impasto calcareo

FRANCO ARGILLOSO

Medio impasto argilloso

FRANCO SABBIOSO

Medio impasto sabbioso

FRANCO LIMOSO

Argilloso limoso

SABBIOSO

Sabbioso

ALTRO

Non specificato

 

Queste proporzioni variano nelle diverse regioni per le quali è stata evidenziata la natura del terreno maggiormente rappresentata. Nelle Marche, Umbria, Lazio, Basilicata, Puglia e Calabria, il terreno maggiormente investito a grano duro è il franco, mentre in Toscana, Abruzzo, Molise, Campania, Sardegna e Sicilia è l’argilloso. Per quanto riguarda il terreno franco – argilloso la percentuale media del 13% è superata in Toscana, Calabria e Sicilia.

Tabella 4 – I diversi tipi di terreno dei campioni analizzati: confronto tra le regioni.

NATURA
TERRENO

ITALIA
%

MARCHE
%

TOSCANA
%

UMBRIA
%

LAZIO
%

ABRUZZO
%

MOLISE
%

CAMPANIA
%

BASILICATA
%

PUGLIA
%

CALABRIA
%

SARDEGNA
%

SICILIA
%

ARGILLOSO

28

25

39

25

28

41

29

31

11

12

28

32

41

FRANCO

28

35

26

32

46

33

13

18

18

32

43

28

22

F. ARGILLOSO

13

12

18

9

13

13

1

13

1

13

16

10

26

F. SABBIOSO

2

-

4

2

4

-

-

1

-

2

3

2

2

F. LIMOSO

1

1

1

-

1

-

-

-

-

0

4

1

0

SABBIOSO

1

2

3

1

4

-

3

1

0

1

1

0

-

ALTRO

27

25

8

31

4

13

54

36

70

40

5

28

9

CAMPIONI N°

3347

333

555

122

184

112

177

181

319

420

161

231

512

 

La precessione colturale
Le precessioni colturali sono state raggruppate in nove classi (tabella 5), unificando le diverse descrizioni pervenute con la scheda agronomica secondo il tipo di coltura.

Tabella 5 – Criteri adottati per la classificazione delle precessioni colturali.

CLASSIFICAZIONE DELLE PRECESSIONI COLTURALI

DESCRIZIONE

ERBAIO

Erbaio misto
Erbaio di graminacee
Prato, pascolo
Avena = erbaio di graminacee

LEGUMINOSE

Leguminose da granella
Erbaio di leguminose
Trifoglio, erba medica = erbaio di leguminose
Cece, fava, pisello = leguminose da granella

MAGGESE

Maggese
Set-aside = riposo

OLEAGINOSE

Girasole
Colza

ORTICOLE

Pomodoro, finocchio, cipolla, insalata
melone, cocomero, spinacio, carota, ecc.

RINGRANO

Ringrano
Orzo

SACCARIFERE

Barbabietola

TABACCO

Tabacco

ALTRO

non specificato

 

In Italia su 3347 campioni analizzati nei tre anni, le precessioni più adottate (tabella 6) sono ringrano (28%), leguminose (17%) ed erbaio (11%).

Tabella 6 – Le precessioni colturali dei campioni analizzati: confronto tra le regioni.

PRECESSIONE
COLTURALE

ITALIA
%

MARCHE
%

TOSCANA
%

UMBRIA
%

LAZIO
%

ABRUZZO
%

MOLISE
%

CAMPANIA
%

BASILICATA
%

PUGLIA
%

CALABRIA
%

SARDEGNA
%

SICILIA
%

ERBAIO

11

2

20

2

39

12

9

18

4

4

13

13

8

LEGUMINOSE

17

7

26

2

13

23

19

12

3

1

16

24

34

MAGGESE

8

1

4

-

1

-

-

12

13

18

3

6

14

OLEAGINOSE

9

17

16

43

18

14

22

1

0

2

-

6

2

ORTICOLE

5

2

3

-

9

2

5

1

4

6

15

2

8

RINGRANO

28

17

14

14

11

29

33

35

32

65

24

22

32

SACCARIFERE

9

45

10

2

2

13

7

-

-

3

4

19

-

TABACCO

1

-

1

-

2

-

1

7

-

0

-

-

-

ALTRO

12

9

6

37

5

5

5

14

44

1

25

9

4

CAMPIONI N°

3347

333

555

122

184

112

177

181

319

420

161

231

512

 

Questa situazione è tuttavia molto variabile nelle diverse regioni: in Toscana, Sardegna e Sicilia predominano le leguminose che è noto arricchiscono il terreno, nel Lazio la precessione più adottata è l’erbaio seguita dal 13% di leguminose, nelle Marche seminano le saccarifere e in Umbria le oleaginose. Il ringrano è la precessione più attuata in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria; è bene evidenziare che questa pratica è una tecnica non ottimale, perché determina un continuo sfruttamento del terreno ed un suo impoverimento nel tempo e pertanto necessita di elevate quantità di concime per ricondizionare il terreno stesso. Inoltre il ringrano continuato è nella maggior parte dei casi effettuato con le stesse varietà e ciò può indurre nelle popolazioni patogene mutazioni evolutive che rendono le varietà suscettibili al loro attacco.

La distribuzione dei fertilizzanti
Nell’elaborazione delle schede agronomiche si è provveduto alla trasformazione dei concimi distribuiti in unità fertilizzanti in modo di poter effettuare confronti validi tra i diversi trattamenti. Le concimazioni più indicative sono state fatte con fertilizzanti contenenti per lo più azoto e fosforo; gli interventi effettuati con potassio e con concimi organici a base di letame o altri composti sono stati pochi e per questa motivazione abbiamo preso in esame i soli interventi con azoto e fosforo.

Per analizzare le classi di distribuzione dell’azoto e del fosforo, calcolate sulla distribuzione dei 3347 campioni e riportate in tabella 7, si è tenuto conto anche dei seguenti fattori:

asportazioni nutritive per q di produzione: N= 2,5 kg e P2O5 = 1,2 kg
fabbisogno nutritivo per produrre 50 q/ha: N = 125 kg e P2O5 = 60 kg.

Tabella 7 – Le classi di distribuzione di azoto e fosforo.

Azoto (U.F. kg)

Fosforo (U.F. kg)

                     <=      24,9
           25,0    –       74,9
           75,0    –     124,9*
         125,0    –     174,9
                      >= 175,0

                  <=     9,9
         10,0  –      49,9
         50,0  –      89,9*
         90,0  –    129,9
                  >= 130,0

                *classe media

I fertilizzanti maggiormente impiegati sono stati: fosfato biammonico, urea e perfosfato minerale in pre-semina e nitrato ammonico e urea in copertura.

L’azoto
La distribuzione dell’azoto in Italia, sui 3347 campioni monitorati, si attesta nella classe media per il 41% dei campioni che hanno ricevuto dai 75 ai 124,9 kg/ha (tabella 8).

Tabella 8 – La distribuzione dell’azoto nelle diverse regioni

AZOTO CLASSI

ITALIA
%

MARCHE
%

TOSCANA
%

UMBRIA
%

LAZIO
%

ABRUZZO
%

MOLISE
%

CAMPANIA
%

BASILICATA
%

PUGLIA
%

CALABRIA
%

SARDEGNA
%

SICILIA
%

         <=    24,9

18

7

4

31

0

1

5

29

73

14

22

19

11

  25,0   –    74,9

16

11

8

7

13

7

8

5

14

23

22

24

28

  75,0   –  124,9*

41

38

53

16

67

30

50

24

9

48

28

54

50

125,0 –    174,9

19

31

22

17

18

48

31

39

4

14

27

3

10

          >= 175,0

6

13

13

29

2

14

6

3

0

1

1

0

1

CAMPIONI N°

3347

333

555

122

184

112

177

181

319

419

161

231

512

             *classe media.

Nelle singole regioni tuttavia gli agricoltori si comportano in maniera diversa: nelle Marche la tendenza è di fornire quantità di azoto medio alte, infatti, il 38% dei campioni è stato trattato con la classe media e il 31% con la classe superiore; in Toscana questa tendenza è più marcata perché troviamo il 53% nella classe media e il 22% nella classe superiore. In Umbria si sono soprattutto usate le due classi estreme: il 31% dei campioni riceve meno di 24,9 unità di azoto mentre il 29% riceve quantità maggiori di 175 unità di azoto. Nel Lazio la concimazione azotata si attesta nella classe media per il 67% dei casi, mentre in Abruzzo e in Campania troviamo rispettivamente il 48% e il 39% dei campioni trattato con quantità superiori alla media e in Basilicata il 73% è nella classe più bassa. Le restanti regioni si collocano nella classe media: Molise 50%, Puglia 48%, Calabria 28%, Sardegna 54% e Sicilia 50%.

Il fosforo
La distribuzione del fosforo in Italia (tabella 9) indica che il 36% dei campioni riceve quantità di fertilizzante superiore alla media; nella classe media, che coincide con i valori necessari al fabbisogno, troviamo solo il 21% dei campioni.

Tabella 9 – La distribuzione del fosforo nelle diverse regioni.

FOSFORO CLASSI

ITALIA
%

MARCHE
%

TOSCANA
%

UMBRIA
%

LAZIO
%

ABRUZZO
%

MOLISE
%

CAMPANIA
%

BASILICATA
%

PUGLIA
%

CALABRIA
%

SARDEGNA
%

SICILIA
%

             <=      9,9

27

22

9

37

3

4

14

38

76

38

39

20

19

   10,0    -    49,9

6

9

7

4

3

4

1

4

3

9

8

3

12

   50,0    -    89,9*

21

20

57

13

16

9

8

20

3

12

14

20

19

   90,0    -  129,9

36

33

17

35

62

33

60

29

17

37

25

57

45

             >= 130,0

10

16

10

11

16

50

17

9

1

4

14

0

5

CAMPIONI N°

3347

333

555

122

184

112

177

181

319

419

161

231

512

  *classe media.

La classe media è applicata essenzialmente in Toscana; le regioni invece in cui è somministrata una quantità di fosforo superiore alla media sono: Marche, Lazio, Molise, Sardegna e Sicilia.

In Umbria, analogamente a quanto detto per l’azoto, troviamo rappresentate essenzialmente le due classi estreme. L’Abruzzo è l’unica regione che tratta i campioni con quantità superiori a 130 unità; le regioni che forniscono le minori quantità di concimazione fosfatica alla coltura sono Campania, Basilicata e Calabria. In Puglia il 38% dei campioni riceve scarse quantità di fosforo mentre il 37% rispecchia la media nazionale che è superiore al fabbisogno.

considerazioni sul triennio
Il monitoraggio qualitativo del frumento duro ha consentito di avere una visione generale di quelle che sono le pratiche colturali adottate nelle diverse regioni e di metterle in relazione ai risultati qualitativi ottenuti.

In Italia in media per il contenuto proteico il 52% dei campioni è stato di qualità buona e ottima avendo valori superiori al 13%; per il peso ettolitrico il 52% dei campioni è superiore a 82 kg/hl, il peso 1000 semi è nel 44% dei casi superiore a 45 g.

La tabella 10 riporta la sintesi dei parametri analizzati per le diverse regioni.

E’ da notare che l’Abruzzo con concimazioni azotate molto alte ha ottenuto l’81% dei campioni con contenuto proteico superiore al 13%. La Puglia, che pratica il ringrano per il 65% dei casi, con concimazioni medie ha ottenuto proteine medio – alte nella metà dei campioni. La Basilicata, che adotta ringrano seguito da maggese come precessione colturale, con basse concimazioni ha avuto contenuti proteici medio – alti nel 60% dei campioni.

La Sicilia con precessioni equivalenti di leguminose e ringrano, concimazioni azotate medie e fosfatiche alte, ha circa la metà dei campioni con proteine medio – alte.

In conclusione si può affermare che, pur con tecniche colturali diverse, la maggior parte della produzione degli ultimi 3 anni risponde ai requisiti per una buona qualità commerciale e questo conferma l'utilità del monitoraggio qualitativo del frumento duro quest'anno effettuato su scala nazionale per il quarto anno.

Tabella 10 – Confronto tra tipi di terreno, tecniche colturali e risultati qualitativi¹ nelle regioni monitorate
¹contenuto proteico: medio alto > 13%; peso ettolitrico: alto > 82 kg/hl; peso 1000 semi alto: > 45 g.

MARCHE

TOSCANA

UMBRIA

LAZIO

ABRUZZO

MOLISE

Natura terreno franco argilloso, franco-argilloso franco franco argilloso argilloso
Precessione saccarifere 45% leguminose 26% oleaginose 43% erbaio 39% ringrano 29% ringrano 33%
ringrano 17% erbaio 20% ringrano 14% oleaginose 18% leguminose 23% oleaginose 22%
oleaginose 16% ringrano 11% oleaginose 14% .
Azoto U.F. medio 38% medio 53% basso 31% medio 67% medio 30% medio 50%
alto 44% alto 35% alto 29% alto 20% alto 62% alto 37%
Fosforo U.F. alto 49% medio 57% basso 37% alto 78% molto alto 83% alto 77%
. . alto 46% . . .
Proteine % s.s. medio alto 65% medio alto 58% medio alto 56% medio alto 45% medio alto 81% medio alto 38%
Peso ettolitrico kg/hl alto 42% alto 44% alto 39% alto 52% alto 45% alto 38%
Peso 1000 semi g. alto 72% alto 41% alto 48% alto 68% alto 63% alto 36%

CAMPANIA

PUGLIA

BASILICATA

CALABRIA

SARDEGNA

SICILIA

Natura terreno argilloso franco franco franco argilloso argilloso
Precessione ringrano 35% ringrano 65% ringrano 32% ringrano 24% leguminose 24% leguminose 34%
erbaio 18% . maggese 13% leguminose 16% ringrano 22% ringrano 32%
. . . erbaio 13% saccarifere 19% .
Azoto U.F. alto 42% medio 48% basso 73% medio 28% medio 54% medio 50%
. alto 15% . alto 28% . alto 11%
Fosforo U.F. basso 38% basso 38% basso 76% basso 39% alto 57% medio 19%
alto 38% alto 41% . alto 39% . alto 45%
Proteine % s.s. medio alto 37% medio alto 55% medio alto 60% medio alto 43% medio alto 31% medio alto 44%
Peso ettolitrico kg/hl alto 43% alto 52% alto 46% alto 63% alto 72% alto 73%
Peso 1000 semi g. alto 46% alto 33% alto 37% alto 34% alto 45% alto 31%